Masha Fedele

Ghost Jobs su LinkedIn: quando l’annuncio di lavoro non è un lavoro

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Apri LinkedIn, scorri gli annunci e pensi: “ma guarda com’è vivo il mercato del lavoro!”

Centinaia di posizioni, aziende in crescita, opportunità ovunque.
Invii il CV, magari personalizzi la lettera, aspetti e… silenzio.

Poi l’annuncio riappare identico dopo una settimana. E ancora. E ancora.

Benvenuto nel mondo dei ghost jobs: offerte di lavoro formalmente reali, ma sostanzialmente inesistenti.

 

Cosa sono davvero i ghost jobs

Un ghost job è un annuncio pubblicato da un’azienda autentica, ma la posizione non è aperta nel senso in cui il candidato crede.

Non c’è budget approvato.
Non c’è urgenza.
A volte non c’è nemmeno l’intenzione di assumere.

E allora l’annuncio a cosa serve?

Diciamo che molte aziende oggi pubblicano posizioni per:

  • creare un database di candidati
  • testare quanto “costa” una figura sul mercato
  • tenere sotto pressione il personale interno
  • migliorare l’employer branding
  • prepararsi a un’eventuale espansione futura

Ma soprattutto lo fanno per:

  • mostrare di essere un’azienda in crescita a investitori e stakeholder
  • ricevere click sulla pagina Aziendale e quindi acquisire follower senza dover pagare la piattaforma per una campagna adeguata
  • ricevere click sul sito web dell’azienda ed essere maggiormente indicizzate sui motori di ricerca
  • poter posizionare il proprio brand sul mercato senza dover pagare per una campagna notorietà

E qual è il costo di tutto ciò?

All’interno di questo sistema che comunica abbondanza mentre pratica scarsità, si crea una percezione falsata del mercato, e il danno – a questo punto –  non è solo pratico (il tempo perso), ma soprattutto psicologico.

Il candidato vede centinaia di annunci, invia candidature ragionate e non riceve risposta.
La conclusione spontanea è quasi sempre: “Il problema sono io?”

 

Partiamo dal presupposto che non tutti gli annunci falsi sono uguali

Il fenomeno comprende almeno quattro situazioni diverse:

  1. Marketing HR: l’azienda vuole visibilità, non nuovo personale
  2. Talent pool permanente: l’azienda raccoglie CV per il futuro
  3. Posizione già assegnata internamente: l’annuncio viene pubblicato solo per policy
  4. Ripubblicazioni automatiche: i software HR riattivano sistematicamente l’offerta

Ma il candidato ovviamente non ha strumenti per distinguere questi casi da un vero annuncio di lavoro.

E dunque, perché LinkedIn non li rimuove?

Qui la questione diventa interessante — e al contempo delicata.

La piattaforma non è interessata ad eliminare i ghost jobs, per almeno tre motivi strutturali:

1) Per poter vendere i suoi prodotti Linkedin ha bisogno della tua attenzione

Per vendere le sue inserzioni, i suoi annunci, i profili e i pacchetti premium (prima ancora che i dati) LinkedIn necessita di un bacino d’utenza costantemente vivo ed attivo. Necessita della tua permanenza sulla piattaforma, che si consolida solo se al suo interno ci sono contenuti capaci di attirare la tua attenzione. E l’annuncio è un’attrattiva perfetta.

LinkedIn non guadagna quando trovi lavoro.
Guadagna quando:

  • resti online
  • interagisci
  • ti candidi
  • ritorni ogni giorno a controllare

Gli annunci, anche inefficaci, aumentano la permanenza e l’engagement, per cui un annuncio che non porta assunzioni rimane comunque un’esca perfetta per la piattaforma.

2) L’ambiguità legale è enorme

Non esiste una definizione giuridica chiara di “posizione realmente aperta”.

Un’azienda può sempre sostenere: “Stiamo valutando candidati per esigenze future.”

Quindi il ghost job è difficilmente sanzionabile.

3) È un’inserzione mascherata da recruiting, ma pur sempre un’inserzione

Per molte aziende l’annuncio di lavoro è comunicazione reputazionale:

  • segnala crescita
  • trasmette stabilità
  • attira clienti e investitori

Le aziende pagano per poter pubblicare un annuncio di lavoro, e dunque perché mai Linkedin dovrebbe auto-sabotare la propria ragion d’essere?

Come difendersi

Per non cadere nella rete non è necessario smettere di usare LinkedIn: è sufficiente usarlo consapevolmente.

Devi sapere che annuncio è sospetto se:

  • resta online per mesi
  • ha centinaia di candidati e viene ripubblicato
  • ha una descrizione vaga e generica
  • non riporta la fascia salariale
  • la sua azienda è sempre “in hiring”
  • il ruolo globale è completamente da remoto senza una motivazione valida.

In questi casi probabilmente non stai partecipando ad una selezione, ma ad una raccolta dati.
E per citare la celebre frase di Andrew Lewis, «se non stai pagando per il prodotto, allora il prodotto sei tu».

Masha Fedele 

Lettura di approfondimento: Ghost jobs e vulnerabilità: una lettura di sociologia della comunicazione

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